ALAIN GRAILLOT

La storia di Alain Graillot è quella di una conversione professionale diventata, nel giro di pochi anni, una delle vicende più importanti della viticoltura del Rodano settentrionale. Prima di dedicarsi alla vigna, Graillot era infatti un ingegnere specializzato in elettrochimica e lavorava a Parigi. L'interesse per il vino maturò progressivamente, anche grazie all'amicizia con Jacques Seysses, fondatore del Domaine Dujac in Borgogna, che lo incoraggiò ad approfondire la viticoltura e a trasformare una passione in un vero progetto professionale.
Nel 1985 Graillot si stabilisce a Pont-de-l'Isère, nella Drôme, prendendo in gestione un vigneto di circa 17 ettari nella parte meridionale della denominazione Crozes-Hermitage. All'epoca questa zona non godeva del prestigio delle vicine Hermitage e Côte-Rôtie e i terreni della pianura, ricchi di ciottoli e alluvioni, erano considerati meno interessanti. Graillot ne interpreta invece le potenzialità e decide di costruire qui il proprio domaine. Nel 1988 completa l'acquisizione della proprietà e l'anno successivo realizza la prima vendemmia interamente vinificata e imbottigliata dalla cantina.
Fin dagli esordi, il suo approccio si distingue per una sensibilità particolare verso il lavoro agricolo. Graillot sceglie di evitare erbicidi e insetticidi, lavora il terreno attraverso l'aratura e privilegia rese contenute e raccolte manuali. In cantina sviluppa inoltre una vinificazione caratterizzata dall'utilizzo del grappolo intero, una scelta che diventerà parte riconoscibile del suo stile e che contribuisce a esaltare la componente speziata e la freschezza della Syrah.
Il vitigno simbolo del domaine è naturalmente il syrah, protagonista dei Crozes-Hermitage rossi. Accanto ai rossi vengono prodotti anche vini bianchi a base principalmente di Marsanne e Roussanne. La ricerca di Graillot porta inoltre alla nascita della cuvée “La Guiraude”, selezione dei migliori lotti dell'annata, diventata nel tempo una delle espressioni più rappresentative del domaine.
Dal 2008 i figli di Alain, Maxime e Antoine Graillot, affiancano il padre nella conduzione dell'azienda, assumendone progressivamente la responsabilità. Maxime porta con sé una formazione enologica e contribuisce all'evoluzione delle pratiche di cantina e di vigneto, mantenendo però il legame con l'impostazione originaria. Dal 2018 il domaine è certificato biologico.
Alain Graillot è scomparso nel marzo 2022, lasciando ai figli un patrimonio costruito in poco più di trent'anni. Oggi il domaine conta circa 22 ettari e continua a essere legato soprattutto ai terroir di Crozes-Hermitage. La sua storia rimane quella di un uomo arrivato alla vigna da un percorso inatteso e capace di dimostrare, attraverso la qualità costante dei suoi vini, il potenziale di un territorio allora ancora poco considerato.

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