AGLIANICO DEL VULTURE

Sulle pendici del Monte Vulture, un vulcano spento nel nord della Basilicata, l'Aglianico cresce tra 200 e 700 metri su suoli vulcanici. Ne nasce un rosso dal tannino e dall'acidità decisi, in genere più morbido e pronto del Taurasi campano, che comunque premia l'attesa. L'Aglianico è il vitigno, coltivato anche in Campania dove dà il Taurasi. Aglianico del Vulture è invece la denominazione lucana, DOC dal 1971, e la sua versione Superiore è dal 2010 la sola DOCG della regione.

DOC o Superiore DOCG: quanto ha aspettato il vino

La differenza tra le due etichette sta soprattutto nel tempo. La DOC può arrivare sul mercato più giovane, con il frutto ancora in primo piano e un tannino che chiede la tavola. La Superiore DOCG, da sola uva aglianico, esce dopo almeno tre anni, di cui dodici mesi in legno e dodici in bottiglia. La Riserva ne aspetta almeno cinque. Per chi vuole aprire una bottiglia stasera, una DOC con qualche anno sulle spalle è spesso il compromesso più accessibile. Per chi cerca il migliore, i segnali da leggere sono la menzione Superiore, l'altitudine della vigna e gli anni di affinamento dichiarati. Il confronto con gli altri vini del vitigno passa dalla selezione di Aglianico.

Quanto costa un Aglianico del Vulture e come abbinarlo

Tra 10 e 17 euro si trovano le DOC più giovani, affinate in acciaio o in botte grande. Da 20 a 38 euro salgono le selezioni di vigna e le Superiore DOCG, con anni di affinamento già fatti in cantina. Oltre i 50 euro ci sono versioni particolari, come gli affinamenti in anfora. A tavola chiede piatti decisi: agnello al forno, salsiccia lucana, ragù di carne, caciocavallo stagionato. Si serve a 16-18 °C, e gli altri rossi della Basilicata completano il quadro.

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